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Sì all’autonomia prevista dalla Costituzione

Sì all’autonomia prevista dalla Costituzione
La Direzione regionale del PD approva il documento sul referendum. Il segretario Alessandro Bisato: «Il rafforzamento dell'autonomia delle Regioni lo abbiamo ideato e noi»

Padova, 1 Agosto 2017 _Sì a un Veneto più vicino ai cittadini. Un Veneto che, grazie alle possibilità date dalla nostra Costituzione, abbia quelle ulteriori e “particolari forme di autonomia” assumendone a pieno la responsabilità affinché queste siano strumenti concreti per migliorare la vita dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni della nostra regione. La Direzione regionale del Partito democratico ha approvato lunedì 31 luglio il documento con cui dà indicazione di voto favorevole al quesito referendario approvato dalla Corte Costituzionale.

«Il quesito sta pienamente dentro l'alveo della riforma costituzionale ideata, voluta e approvata dal centrosinistra nel 2001», rimarca il segretario regionale Alessandro Bisato. «Sono oltre vent'anni che il centrosinistra opera concretamente a livello regionale e a livello nazionale per garantire maggiore autonomia alle regioni. Per questo la nostra indicazione di voto favorevole è quasi naturale e scontata».

Certo, permangono molte ombre sullo strumento scelto dall'attuale maggioranza al governo del Veneto. «La Lega Nord e il presidente pro tempore del Veneto hanno scelto la via referendaria quando avrebbero tranquillamente potuto aprire il confronto con il governo nazionale (che nella primavera del 2016 si era dichiarato pronto ad avviare la trattativa ndr). Temo che verranno utilizzati oltre 14 milioni di euro prelevati dalle tasse di cittadini e imprese per una gigantesca campagna propagandistica a uso e consumo personale del presidente. È chiaro a tutti che, qualsiasi sia l'esito del referendum, non stiamo parlando dell'autonomia sul modello di Trento e Bolzano e neppure di Trieste, Aosta, Cagliari o Palermo; è lapalissiamo che non tratterremo un centesimo in più del residuo fiscale prodotto in Veneto e non otterremo più autonomia di quella prevista in base all'articolo 116 comma terzo della Costituzione sulla quale continuiamo a invitare la Regione ad avviare il confronto con il governo. Un confronto che il Veneto avrebbe potuto avviare fin dai primi mesi del 2002, ma in questi 15 anni nulla ha fatto».

Per il Partito Democratico, afferma il segretario «autonomia fa rima con responsabilità, non certo con propaganda».

Non è un caso che le premesse siano state approvate a larghissima maggioranza dei presenti con 46 favorevoli e 2 astenuti. La risoluzione, in cui la Direzione dà indicazione di voto favorevole è passata invece con 30 voti favorevoli e 18 contrari.

«C’è una dialettica interna e fa bene a tutto il partito», dice Bisato, «ma il fatto che il contesto, le premesse e gli obiettivi siano condivisi da tutto il Partito Democratico, è indiscutibile. Con questa risoluzione riaffermiamo la vocazione federalista del Pd regionale anche in una prospettiva di governo».

«Tolta la patina propagandistica al quesito referendario», aggiunge Bisato, «rimane la nostra volontà di attuare forme particolari di autonomia in accordo con l'articolo 116 comma terzo della Costituzione, e nel pieno rispetto dell'unità nazionale». La priorità, afferma il documento votato dalla Direzione, va alle materie più vicine ai cittadini tra cui le politiche del lavoro, la tutela dell'ambiente e lo sviluppo sostenibile. Inoltre, chiede la piena attuazione dello Statuto regionale in materia di autonomia dei Comuni, delle Province, della Città metropolitana e dei territori montani.

«Siamo e rimaniamo federalisti nel concreto», conclude Bisato. «Dobbiamo evitare in ogni modo la coagulazione di poteri in un neo centralismo regionale che determinerebbe la chiusura e l'arretramento della nostra regione dal punto di vista economico, istituzionale e sociale».

Copyright @ 2013 Giorgio Santini